Dottorandi e dottorande 37° ciclo

Fotografia dottorando/aBoaretto Emilio – supervisora Rotraud von Kulessa e co-supervisora Alessandra Di Ricco
Titolo del progetto: Il secolo XVIII e la comunicazione epistolare: la diffusione delle idee e del sapere nella Repubblica delle lettere. I carteggi di Angelo Calogerà e Giammaria Mazzuchelli con gli eruditi transalpini.
Descrizione: Il Settecento, scriveva Gian Paolo Marchi, fu un secolo «pervaso da una spiccata mania epistolare». Sulla base dei recenti e continuamente aggiornati studi sugli epistolari settecenteschi, la mia ricerca intende addentrarsi nella comunicazione erudita dell’Europa del XVIII secolo. In particolare, il mio interesse è rivolto principalmente alle figure di Angelo Calogerà e Giammaria Mazzuchelli, due dei massimi eruditi veneti del primo Settecento e attori principali di quella Repubblica delle lettere italiana che da Muratori in poi cercava di riconfigurarsi in un'ottica unitaria e coesa almeno a livello culturale. Abate uno (Calogerà), nobile l'altro (Mazzuchelli), i due collaborarono assiduamente scambiandosi notizie letterarie utili sia per la realizzazione dei periodici calogeriani (si ricorda qui la più longeva Raccolta d'opuscoli scientifici e filologici), sia per quell'opera ciclopica messa in piedi da Mazzuchelli che, pur incompiuta, segnò la strada della storiografia letteraria italiana: Gli scrittori d'Italia. L’obiettivo sarà dunque quello di giungere a una edizione criticamente commentata delle lettere che i due eruditi si scambiarono con i loro corrispondenti transalpini, così da far emergere almeno una parte di quel dialogo tra dotti che ambivano (utopicamente?) a riconoscersi cittadini di un unico stato, sovranazionale e cosmopolita, che per portava il nome di Repubblica delle lettere. 

Fotografia dottorando/aCasaccia Michele – supervisore Andrea Comboni e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo progetto: L’“Orfeo” del Poliziano tra cultura fiorentina e padana.
Descrizione: Attraverso una nuova lettura filologica, linguistica e interpretativa del testo, e la rassegna delle vicende storiche e biografiche più strettamente legate alla sua genesi, il progetto si propone di mostrare le vie per aggiornare l’edizione di un’opera di multiforme complessità, che nuove importantissime acquisizioni hanno costretto a ripensare. Nonostante si possa dare per assodato che, con la sua Fabula di Orfeo, Poliziano volle comporre il primo dramma satiresco della modernità, molto resta ancora da chiarire sui tempi e le occasioni di composizione. E se la committenza fu davvero la corte mantovana dei Gonzaga, ecco che allora, iniziando a pensare all’Orfeo come al prodotto di una contaminazione tra cultura fiorentina e padana, si potrà rileggere più facilmente la vicenda di un testo di fondamentale importanza per la storia del teatro occidentale.

Fotografia dottorando/aFagotti Michelangelo – supervisore Claudio Giunta e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo del progetto: La biblioteca di Curzio Malaparte.
Descrizione: Il progetto mira a ricostruire la ‘biblioteca ideale’ di Curzio Malaparte attraverso una ricognizione delle fonti letterarie, scientifiche e filosofiche della narrativa malapartiana. La ricerca sulle fonti intende prendere in considerazione alcuni influenti pensatori e scrittori di fine Ottocento e della prima metà del Novecento, con una speciale attenzione per le opere che in Italia hanno avuto una diffusione limitata. Lo studio delle fonti sarà svolto in parallelo al lavoro di catalogazione della biblioteca d’autore, nella quale sono custodite alcune centinaia di volumi della biblioteca personale di Malaparte. Lo scopo della ricerca, oltre quello di mettere a disposizione degli studiosi un catalogo della biblioteca d’autore corredato da uno studio delle postille ai testi, sarà quello di realizzare uno studio monografico che descriva la narrativa malapartiana dalla specola delle sue fonti, stabilendo tempi e modi della ricezione degli autori più influenti, e valutando il loro apporto nella formazione dell’immaginario, dell’ideologia, dei temi, e delle forme della narrativa di Malaparte.

Fotografia dottorando/aFilisetti Paola Rosa – supervisore Sandro La Barbera e co-supervisore Franz Fromholzer
Titolo progetto: The Stultifera Navis by Jakob Locher (1497): critical edition, translation and commentary.
Descrizione: Research project about the Stultifera Navis (1497) by Jakob Locher, a Latin poem (with prose inserts), appearing in the first place as the translation of the Narrenschiff (1494, "The ship of fools") by Sebastian Brant (1457 -1521), a very successful satirical poem in Alemannic German. Given his characteristics - a German author who translates an Alemannic work into Latin; the choice of the Augustan poetic Latin as a stylistic model and repertoire of sources; the geographical area of origin of the literary personalities involved (current Germany) and the diffusion of the Stultifera Navis (whole Europe); the historical-cultural relevance of the topic of the ship of fools, and its ferrying into European culture, not only literary but also philosophical (an example for all: Foucault) - the Stultifera Navis lies in a cross-cultural and interdisciplinary space. The project aims to provide an annotated critical edition of this work, accompanied by a translation and the analysis of the paratextual elements, as well as of its fortune and circulation in modern Europe.

Fotografia dottorando/aMantovani Giulia – supervisora Sabine Schwarze e co-supervisora Serenella Baggio
Titolo del progetto: Il dibattito pubblico sulla lingua nei giornali spettatoriali settecenteschi di area italofona, germanofona e anglofona. L’analisi della metafora come tradizione discorsiva paneuropea.
Descrizione: In epoca settecentesca il dibattito pubblico sulla lingua, ispirato dalle discussioni filosofiche dell’Illuminismo, trova cittadinanza prevalentemente nei giornali, che contribuiscono alla creazione di reti comunicative a livello europeo. Fra i vari prototipi del giornalismo settecentesco spiccano gli Spectators, riviste periodiche a carattere personale e critico che dedicano un’attenzione particolare al tema della lingua. Il progetto propone uno studio contrastivo sulla ricorrenza e sulla funzione di determinati campi metaforici nel (meta)discorso sulla lingua dei giornali spettatoriali delle aree linguistiche italofona, germanofona e anglofona. La ricerca, quindi, si propone di indagare la metafora nei suoi vari aspetti connotativi intimamente legati alle ideologie linguistiche: tale prospettiva potrà mettere in luce il ruolo centrale della metafora, intesa come tradizione discorsiva paneuropea.

Fotografia dottorando/aMarmora Giuliano — supervisore Fulvio Ferrari e co-supervisora Annika McPherson
Titolo del progetto: Le rifrazioni della cultura eroica anglosassone nella letteratura del XXI secolo. Riscrivere l’eroe, il mito, la tradizione.
Descrizione: Il progetto propone di indagare il fenomeno della rifrazione della poesia inglese antica nella letteratura del XXI secolo. Nello specifico, si intende osservare la ricezione dell’eroe anglosassone nelle riscritture in lingua inglese di Beowulf e de La Battaglia di Maldon nel secolo corrente, e dunque in un contesto distante non solo cronologicamente, ma anche linguisticamente e culturalmente da quello degli ipotesti. I due poemi indicati sono i più importanti testimoni dell’eroismo germanico e del mito che lo accompagna nel medioevo anglosassone, modello che si trasmette però in un contesto in cui l’eredità etico-culturale pagana è in constante dialogo (talvolta collisione) con l’ambiente cristianizzato in cui la letteratura inglese antica si registra nella forma in cui giunge fino a noi. In corso d’analisi, non saranno escluse considerazioni sull’influenza di altri testi minori e frammentari, quali Waldere, La Battaglia di Finnsburh e la Battaglia di Brunanburg, nella ricostruzione e percezione contemporanea dell’eroe anglosassone. Si otterrà, in aggiunta, di evidenziare la reciproca influenza tra le due sfere culturali a cui i testi appartengono, in un processo in cui le riscritture della poesia medievale inglese influenzano il panorama culturale coevo che, a sua volta, condiziona il modo e le scelte di riscrittura del medioevo anglosassone stesso.

Fotografia dottorando/aPurgato Masseo – supervisore Nello Bertoletti e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo del progetto: Il Laudario dei Battuti di Santa Marta di Milano: studio, edizione e analisi linguistica.
Descrizione: Obiettivo del progetto è lo studio organico del laudario contenuto nel ms. Z 94 sup. della Biblioteca Ambrosiana di Milano, appartenuto probabilmente alla confraternita dei Battuti di Santa Marta di Milano e ad oggi complessivamente inedito e raramente citato nella bibliografia relative alle laude, nonostante la sua importanza letteraria e linguistica. Verrà approfondita la storia del codice attraverso quella della confraternita cui appartenne, proponendo per esso una datazione sostenuta da evidenze documentarie, verranno studiate le laude contenute, cercando di collocarle all’interno della loro tradizione testuale, e verrà allestita, per ogni lauda, l’edizione critica corredata dall’apparato delle varianti, dal commento esegetico e dall’analisi linguistica. Lo studio dei testi in comune col Laudario dei Battuti di San Defendente di Lodi sarà ampliato con la proposta di una nuova edizione critica secondo la lezione di quest’ultimo manoscritto, la cui unica edizione risale a più di un secolo fa, al fine di evidenziare le parentele tra questi due importanti laudari lombardi.

Fotografia dottorando/aQuadrelli Bianca – supervisore Massimo Rizzante e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo del progetto: L’opera di Fleur Jaeggy fra linguaggio della mistica e scrittura del neutro.
Descrizione: L’opera di Fleur Jaeggy è stata tanto apprezzata quanto trascurata dalla critica contemporanea. A motivo sembrano esserci le stesse ragioni: la sua difficile classificazione entro una corrente letteraria, la stravaganza della forma, lo stile laconico e preciso, le storie di violenze implacabili che spesso si ripiegano su di una follia e un isolamento altrettanto puntuale. Così nelle recensioni, nei pochi articoli e nella sola monografia scritti sul suo conto. Il progetto intende giungere alla redazione di un lavoro monografico ad ampio raggio, che puntualizzi e approfondisca quanto solo abbozzato dai commentatori e che contribuisca alla sua rivalutazione attraverso due vie. Da un lato, cogliendo un’intuizione di Giovanni Pozzi, si ricercheranno l’ascendenza del linguaggio della mistica- soprattutto cristiana, ed intesa più come procedimenti e dispositivi che come insieme di autori- sulla sua scrittura. Dall’altro adottando alcuni concetti filosofici, desunti in particolare da Maurice Blanchot, come punti di riferimento nell’elaborazione di un’analisi linguistico-letteraria.

Fotografia dottorando/aScaletti Irma – supervisore Sandro La Barbera e co-supervisore Peter Roth
Titolo del progetto: Ricerche sull’epigramma latino da Catullo a Marziale.

Descrizione: Il presente progetto propone l’indagine delle testimonianze letterarie di carattere epigrammatico prodotte tra il tramonto della Repubblica e l’avvento dei Flavi col fine di delineare un ritratto del genere letterario a Roma sino a Marziale. Nonostante la presenza di studi, interessati soprattutto – per il periodo successivo a Catullo – alla figura di Marziale e all’impronta che nella sua opera lascia l’epigramma greco e romano, resta infatti terreno fertile per una trattazione d’insieme sull’epigramma letterario latino in tale arco temporale. In particolare, l’apporto delle tradizioni letterarie latine in Marziale è stato studiato per lo più in modo “separato” rispetto all’apporto dell’epigramma greco, senza interrogarsi fino a che punto le alterazioni rispetto alla morfologia dell’epigramma che riscontriamo in Marziale sono frutto di una sua personale interpretazione del genere greco o sono già in qualche misura iscritte, e prefissate, in una tradizione latina precedente. Alla luce di questo quadro si è reso necessario porre l’attenzione su questo periodo storico, sia perché l’epigramma come genere letterario ha conosciuto uno sviluppo perpetuo, sia per problematizzare e sondare quali caratteristiche hanno attecchito a Roma; se è possibile dunque identificare costanti o filoni fortunati e quale, a questo punto, doveva essere il contesto in cui andrà a inserirsi Marziale.

Fotografia dottorando/aTettamanti Gaia – supervisore Luca Crescenzi e co-supervisora Stephanie Waldow
Titolo del progetto: «Un uomo in una donna, anzi uno dio, per la sua bocca parla». Androginia tra Rinascimento e fin de siècle.
Descrizione: Obiettivo del progetto è dimostrare l’influenza del Rinascimento filosofico italiano sulla letteratura tedesca e austriaca di fin de siècle, in particolare riguardo alla tematica dell’androginia, prendendo in esame due autori rappresentativi dell’epoca: Thomas Mann e Hugo von Hofmannsthal. Il mito dell’androgino permea l’intera cultura occidentale e vive un’intensa ripresa nella letteratura moderna; qui l’androgino viene assunto, in linea con la tradizione filosofico-religiosa, a figura che in sé riunisce e sospende i contrari restituendo un’imago Dei perduta. Nel Novecento, inoltre, la discussione sull’androginia si arricchisce grazie alle ricerche scientifiche della nascente Sexualpsychologie che mettono in dubbio il dimorfismo sessuale. Il mito androgino riunisce quindi in sé due aspetti, quello corporeo-sessuale e quello psico-trascendentale, divenendo, proprio per questa duplicità insita, simbolo privilegiato del superamento del dualismo secondo il quale il corporeo è trascendentale e viceversa. Scopo dell’indagine è di esaminare come la filosofia rinascimentale, nelle sue convergenze neoplatoniche ed ermetiche, offra agli scrittori di fine secolo un fondamentale spunto di riflessione su ciò che rimane forse la questione più scottante della letteratura del tempo: il mistero dell’essere umano, la ricerca del perché esso sia una creatura mediana tra Geist e Natur e proprio perché per questa sua natura mediana esso diventi copula mundi.

Fotografia dottorando/aZanetti Marco – supervisore Massimo Rizzante e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo del progetto: Il progetto e la sorpresa. L'opera saggistica di Giuseppe Pontiggia.
Descrizione: L’opera saggistica di Giuseppe Pontiggia ha bisogno di uno studio che la descriva e la collochi nel recente panorama critico letterario italiano. Il mio obiettivo è di scrivere tale studio, con due fini: il primo, di fare un resoconto critico delle riflessioni di Pontiggia sulla prosa e sul mestiere di scrivere; il secondo, di analizzare e descrivere la sua prosa saggistica, per illustrarne l’originalità nella sperimentazione formale e linguistica.

 

 

 

Dottorandi e dottorande 36° ciclo

Fotografia dottorando/aCazzato Matteo - supervisora Roberta Capelli e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo progetto: Le "ambages pulcerrimae" in Boiardo, Ariosto e Tasso: Dante nei romanzi di formazione cavalleresca del Rinascimento 
Descrizione: La Commedia è un "repertorio" stilistico e linguistico per i poemi epico-cavallereschi del Rinascimento. Occorre però chiarire il ruolo del poema dantesco non come repertorio ma piuttosto come termine di confronto ideologico. Unendo gli strumenti della filologia con quelli dell'ermeneutica voglio studiare come elementi formali di origine dantesca vengono ripresi da autori come Boiardo, Ariosto e Tasso, ricontestualizzati in base al nuovo contesto e in relazione alla lettura particolare che ognuno dei tre faceva del testo di Dante. L'ideologia e la cultura dei tre autori prendono forma nei testi anche attraverso il riuso di Dante. L'intertestualità va motivata, non ci si può limitare ad osservarla, al massimo parlando semplicemente di ironia e parodia senza storicizzare il valore di questa operazione nel contesto di riferimento degli autori, e senza cogliere altre possibili direzioni ermeneutiche. Il rischio dei repertori è che la presenza di Dante in Boiardo non appaia alla fine molto diversa dal dantismo di Ariosto. Ma la ricezione di Dante varia nel corso del tempo, per fenomeni di trasmissione testuale e per diversità culturali. È necessaria una riflessione ermeneutica sul rapporto tra memoria poetica e ideologia. In particolare per la tematica dell'educazione e della formazione dell'individuo, che trova espressione archetipica nella Commedia, è problema culturale centrale in età umanistica, e nelle sue varie declinazioni costituisce la base delle "venture" cavalleresche.

Fotografia dottorando/aCheccucci Edoardo - supervisore Fulvio Ferrari e co-supervisora Annika McPherson 
Titolo progetto: La città satellite scandinava come luogo di scambio e ibridazione culturale nella letteratura della migrazione e postmigrazione
Descrizione: L’obiettivo del progetto è investigare quali sono i processi di scambio e ibridazione culturale nelle città satellite limitrofe alle capitali scandinave in alcune opere letterarie contemporanee incentrate sulla vita di immigrati di prima e seconda generazione. Molto spesso, infatti, le città satellite in Scandinavia rappresentano un luogo di contatto tra culture diverse che coesistono e contribuiscono sempre di più a cambiare il volto delle società del Nord, ormai caratterizzate da una forte componente multiculturale. È perciò interessante capire come la letteratura prodotta in Norvegia, Svezia e Danimarca sviluppi la tematica dello scambio – e del conflitto – culturale tra minoranze e maggioranza. Sarà rilevante confrontare le opere da una prospettiva sia sincronica che diacronica per individuare affinità o differenze. 

Fotografia dottorando/aFerrario Marco - supervisore Maurizio Giangiulio e co-supervisore Gregor Weber
Titolo progetto: Quella terra divenne mia: la Battriana, l’impero persiano, l’Asia centrale (ca.530-327 a. C.)
Descrizione: Il progetto si propone di studiare i processi – e di individuare gli attori ad essi sottostanti – alla base della nascita e dello sviluppo della più importante satrapia dell’oriente achemenide adottando tre prospettive tra loro complementari: quella «imperiale» (top-down), quella «locale» (bottom-up) e quella «liminale» (frontier studies), nonché applicando all’analisi delle fonti una metodologia innovativa in questo settore di studi (la comparazione storico-etnografica da un lato e, dall’altro, la valorizzazione degli studi di geografia storica).

 

 

Fotografia dottorando/aFerro Gaia - supervisore Dominic Stewart e co-supervisora Claudia Claridge
Titolo progetto: Inghilterra, Europa e mondo coloniale nell’Universal Magazine of Knowledge and Pleasure (1747-1814)
Descrizione: Sebbene nel corso dell’ultimo decennio la storia della stampa britannica sia stata protagonista di importanti riflessioni storiografiche, nel vasto panorama degli studi riguardanti i periodici inglesi di XVIII secolo vi è un grande assente: l’Universal Magazine of Knowledge and Pleasure, pubblicato a Londra da John Hinton tra il giugno 1747 e il giugno 1814, non è mai stato soggetto di uno studio approfondito, con la sola eccezione della mia Tesi di Laurea Magistrale la quale, però, prende in considerazione solamente il primo trentennio di vita del periodico.
Per questo motivo propongo di compiere uno studio approfondito sull’evoluzione dei contenuti presenti negli articoli del magazine, specialmente per quanto riguarda il rapporto tra l’identità socioculturale britannica, detta britishness, e l’alterità europea e coloniale e di come esso si sia sviluppato con il mutare delle relazioni internazionali tra la metà del XVIII secolo e il primo decennio del XIX

Fotografia dottorando/aGiorgio Simone - supervisore Massimo Rizzante e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo progetto: La funzione-Joyce nell'opera di Gianni Celati
Descrizione: Il progetto propone uno studio dell’influenza di Joyce su Celati attraverso un’analisi comparata che ha come punto di partenza la tesi su Joyce con cui Celati si laureò (1962) e come punto d’arrivo e culmine la traduzione dell’Ulisse (2013), attraversando la sua produzione narrativa e saggistica. Il legame tra Gianni Celati e l’opera di James Joyce è sempre stato molto forte. Tuttavia, tanto la tesi quanto la traduzione dell’Ulisse sono state trascurate – e a tratti sottovalutate – dalla critica: la tesi non è mai stata studiata, mentre la traduzione ha ricevuto solo attenzioni periferiche negli studi di italianistica e letterature comparate. Tramite il rapporto con l'opera dell'irlandese sarà possibile ripercorrere in un’ottica di continuità le due fasi della scrittura di Celati: i temi e le tecniche di Joyce individuabili in Celati costituiscono un filo conduttore che lega i due tempi della sua carriera, e che questo progetto intende evidenziare.
L'obiettivo del progetto è dimostrare come con il continuo confronto con i libri e il pensiero di Joyce, Celati abbia maturato alcune delle sue convinzioni letterarie sul piano teorico e in che modo le abbia messe in pratica nella sua narrativa, talvolta discostandosi dall'opera del maestro.

Fotografia dottorando/aLombardi Pia Carmela - supervisore Luca Crescenzi e co-supervisore Günter Butzer
Titolo progetto: La costruzione dell’altro: corrispondenti tra Italia e Germania dall’unificazione tedesca alla Prima guerra mondiale (1871-1918)
Descrizione: I rapporti tra Italia e Germania sono stati studiati e analizzati da molteplici punti di vista, dalla storia all’arte, dalla scienza all’economia. In letteratura però sembra mancare ancora un tassello importante per poter approfondire i legami tra i due paesi: l’esperienza dei corrispondenti italiani e tedeschi in Germania e in Italia, la ricezione delle loro produzioni e la riflessione sulle rispettive rappresentazioni. La ricerca, dunque, intende individuare e tracciare i contorni di un giornalismo narrativo, edito in Italia e in Germania, per ricostruire le modalità di racconto dell’altro per mezzo dei corrispondenti italiani e tedeschi in un periodo che va dall’unificazione della Germania alla fine della Prima guerra mondiale. Il progetto analizzerà tutti i contributi dei corrispondenti, soffermandosi sui servizi pubblicati tra il 1871 e il 1913, per poi esaminare i commenti italiani e tedeschi sul primo conflitto mondiale. Inoltre, verrà dato spazio anche agli articoli di propaganda pubblicati in entrambi i Paesi per poter valutare la trasformazione dell’immagine dell’altro con la guerra.

Fotografia dottorando/aMadaro Romano - supervisori Federica Ricci Garotti e Ermenegildo Bidese e co-supervisore Alfred Wildfeuer
Titolo progetto: La variazione sintattica in area alpina: verso una mappatura strutturale delle isole germanofone nell’Italia del Nord-Est
Descrizione: Obiettivo della ricerca è esaminare alcuni degli aspetti sintattici più rilevanti nelle aree linguistiche germanofone diffuse lungo l’arco alpino. Tramite fieldwork, si procederà In una prima frase alla raccolta dei dati sul timavese (loc. tischlbongarisch), varietà alto-tedesca presente in Friuli-Venezia Giulia, tra la zona della Carnia e il confine austriaco. Lo studio approfondito delle peculiarità sintattiche del timavese, oltre a costituire un tassello mancante nella produzione scientifica di riferimento, permetterà successivamente di condurre un’analisi contrastiva ad ampio spettro con i risultati finora ottenuti relativi alle enclave germanofone presenti nel Triveneto e oltralpe, con particolare focus su alcuni dialetti bavaresi e carinziani.
L’output del progetto sarà quindi una mappatura dei principali fenomeni sintattici oggetto di interesse della Sprachinselforschung, in particolare il mancato rispetto del parametro V2 (Verb-zweit) e dell’inversione soggetto-verbo, l’ordine OV/VO e la Satzklammerstruktur e infine l’asimmetria principale-subordinata.

Fotografia dottorando/aManzinali Giada - supervisore Maurizio Giangiulio
Titolo progetto: Sulla rotta del buddhismo - Come il commercio ha influito sull’interazione culturale
Descrizione: È noto come il Buddhismo si sia originato nell’area dei Mahājanapada, nell’India nord-occidentale, da cui si è poi espanso in tutta l’India continentale tra il III e il II secolo a.C., data in cui raggiunse anche lo Sri Lanka, per poi estendersi al resto dell’Asia orientale. Il proposito basilare è quindi l’indagine dell’Oceano Indiano come l’area della comunicazione sociale, economica e religiosa tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. (comprendendo quindi la composizione dei due testi primari, gli Arthaśāstra e il Periplo del Mare Eritreo). Tramite fonti letterarie, epigrafiche ed archeologiche si analizzerà quale fosse il ruolo dei protagonisti di questi traffici mercantili e culturali, in cosa consistessero le regole del commercio e i beni scambiati, fino ad arrivare a stabilire il percorso delle rotte seguite. A questo proposito, grazie alla commistione tra le materie scientifiche e quelle umanistiche sarà possibile fissare dei termini in direzione e velocità delle imbarcazioni adoperate, arrivando anche a definire l’origine geografica e culturale di questi natanti. In particolare, l’uso di immagini satellitari (e altri apparati di geo-localizzazione) permetterà la creazione di modelli utili alla ricostruzione della linea di costa nell’antichità e dell’innalzamento delle acque, in modo da favorire ulteriori indagini archeologiche.

Fotografia dottorando/aPutrino Martina - supervisora Caterina Mordeglia e co-supervisore Franz Fromholzer
Titolo progetto: Medea di Seneca e suoi sviluppi nella letteratura tedesca
Descrizione: Medea è uno dei personaggi tragici che ha conosciuto un maggior seguito nelle riscritture e nelle riprese. Identificata dall’archetipo euripideo, poi inglobata nella prospettiva senecana, divenuta predominante, essa ha rivissuto le varie epoche storiche, privata del suo specifico milieu storico e sociale, per poter riviverne infiniti altri. La sua storia riesce a portare alla luce un’esperienza umana universale che è valida sempre e in ogni luogo e che, per questo, può essere via via espressa nei termini di una specificità culturale unica nel suo genere. Volendo condurre un’analisi più attenta, si può constatare che uno degli ambiti dove il Fortleben di Medea di Seneca è stato forse meno studiato è la letteratura mitteleuropea; in Germania soprattutto, fatta eccezione per la Medea di Christa Wolf, molti testi sono stati pressoché ignorati. Il mio obiettivo è quello di cogliere i legami, a volte imprendibili, ma altrettante volte semplicemente non indagati, delle rivisitazioni di Medea in area tedesca dal XVII secolo ad oggi e le dipendenze di queste dal modello latino. L’approccio che intendo perseguire è di natura interdisciplinare, capace, cioè, di affiancare allo studio di opere letterarie anche quello di opere musicali, drammi, film e di adottare, di volta in volta, un modello critico specifico in base al genere di appartenenza dell’opera esaminata.

Fotografia dottorando/aSaieva Andrea - supervisora Carla Gubert e co-supervisora Rotraud von Kulessa
Titolo progetto: La poetica di Andrea Zanzotto tra Francia e Germania: una prospettiva ecocritica
Descrizione: L'obiettivo del progetto è leggere l'opera del poeta Andrea Zanzotto utilizzando una nuova lente interpretativa: l'ecocritica. In questo senso le forme dello scambio cui il lavoro si dedica sono di due tipi. Da una parte, la tematizzazione del noto rapporto che lega l'autore alle letterature nazionali francese e tedesca, in particolare dal punto di vista dell'articolazione tra linguaggio e paesaggio; dall'altra, il confronto e il dialogo rispetto al dibattito su ecologia e letteratura, decisamente vivace in questi paesi. Scopo del progetto è dunque arricchire la bibliografia già esistente sull'autore e, più in generale, indagare il rapporto che interseca le tematiche ecologico-politiche con gli studi critico-letterari.

 

Fotografia dottorando/aTrento Massimo - supervisore Federica Ricci Garotti e Manuela Caterina Moroni e co-supervisore Klaus Wolf
Titolo progetto: La doppia identità linguistica di Laufenburg. Tra diglossia elvetica e lingua alto-tedesca – Osmosi culturale sul Reno superiore
Descrizione: Il progetto di ricerca sperimentale intende occuparsi del peculiare sviluppo del linguaggio nella città di Laufenburg, divisa dal Reno fra Svizzera e Germania. Lo scopo della ricerca è di registrare lo stato attuale delle cose e di comprendere come e perché si sia affermata una diglossia fortemente dominata dal patois svizzero-tedesco solo sulla sponda confederale. Altrettanto determinante è verificare se tra quella e la metà tedesca di Laufenburg, dove prevale invece un monolinguismo tedesco standard, sia individuabile un campo di tensione socio-linguistico. Questo nonostante un passato di unità nazionale esistita sotto il dominio asburgico fino al 1801, e una continua e strettissima cooperazione amministrativa, economica e culturale che le due città sorelle continuano a ostentare. Il punto focale dell’analisi è annotare l’inarrestabile pressione di lingua e costume provocata dai predominanti mass media tedeschi in un ambiente fortemente globalizzato. Fatto che da un lato adultera il lessico del dialetto elvetico, ma che dall’altro contribuisce di rimbalzo al consolidamento e all’espansione di quest’ultimo. Indagare fino a che punto la rispettiva popolazione interagisce con le peculiarità linguistiche della controparte e dimostrare inoltre l'ipotesi che per gli elvetici lo Schwyzerdütsch è lingua madre piuttosto che mero dialetto sono mete essenziali del lavoro scientifico.

Fotografia dottorando/aVicidomini Micol - supervisore Massimiliano De Villa e co-supervisore Mathias Mayer
Titolo progetto: «Satirisch ist der Dichter…». La traccia dell’Ebraismo nell’opera di Karl Kraus
Descrizione: Il progetto ricerca la matrice ebraica nell’opera di Karl Kraus, osservandone l’evoluzione e l’effetto sulla satira dell’autore. Kraus fu cresciuto come un ebreo assimilato, ma il contrasto con la sua religione, la riflessione, la negazione e la riemersione continua delle sue radici culturali, sono elementi che creano nella sua opera discontinuità e sono riscontrabili nella sua serpiginosa ironia. A quest’ultima si unisce il radicale Zynismus tipico dell’umorismo ebraico che sfocia in un profondo pessimismo, nella «hoffnungslose Elend des Juden», come la definisce Freud. L’isolamento e l’analisi di queste caratteristiche più tipicamente ebraiche all’interno di Die chinesische Mauer, Die Sprache e Literatur und Lüge è lo scopo di questo progetto. Lo studio di Kraus è da collegare con i ragionamenti sul Witz di Freud, con il pensiero mistico della lingua di Benjamin e con la tradizione nascente della Sprachkritik/Kritik der Sprache, affinché l’autore possa essere collocato in una costellazione di pensatori ebreo-tedeschi della Wiener Moderne, in una genealogia che trae le sue origini da un rapporto con la religione che pervade la visione del linguaggio e dell’intellettuale nella società.

Dottorandi e dottorande 35° ciclo

Bocchio Giulia - supervisora Greta Perletti e co-supervisore Martin Middeke
Titolo del progetto: “O Bella Libertà”: the Experience of Travel and the Representation of Italy in the Works of Mary Shelley, Elizabeth Barrett Browning and George Eliot.
Obiettivo: The project aims at investigating the experience as travellers and the perception of Italy in the works of British women writers of the nineteenth century. A close reading of literary texts by Mary Shelley, Elizabeth Barrett Browning and George Eliot will help establish a connection between their visit to the Peninsula and their development as women and writers. By avoiding stereotypical representations of Italy and engaging in an authentic dialogue with the country and its inhabitants, Mary Shelley, Elizabeth Barrett Browning and George Eliot broadened the scope of travel narrative and explored matters of public importance to provide insight into national ideologies, while expanding the boundaries of the female sphere.

Dassi Umberto - supervisora Serenella Baggio e co-supervisore Martin Kaufhold
Titolo del progetto: Il commento di Benvenuto da Imola ai Factorum et dictorum memorabilium libri di Valerio Massimo.
Obiettivo: Si può dire che i Facta et dicta memorabilia di Valerio Massimo rientrino tra le opere classiche riscoperte dal Trecento italiano. Per quanto l'opera di Valerio Massimo non fosse scomparsa dalla circolazione, è però nel Trecento che i suoi Facta et dicta ricevettero nuove attenzioni, in forma di commenti, volgarizzamenti e tentativi di imitazione. Non è un caso che questo rinnovato interesse per l'opera compaia nel Trecento, tra persone interessate alla storia e ai costumi romani antichi. Nemmeno è un caso che la fortuna trecentesca di Valerio Massimo rimandi spesso a intellettuali legati, in modo diretto o meno, a Petrarca. Tra i commentatori trecenteschi di Valerio Massimo c'è anche Benvenuto da Imola, commentatore dantesco e corrispondente di Petrarca. Il progetto si propone di curare l'edizione critica del commento di Benvenuto al primo libro dei Facta et dicta, di indagarne le fonti e studiare i rapporti tra Benvenuto da Imola e gli altri commentatori (precedenti e contemporanei).

Dreyer Konrad - supervisore Mathias Mayer e co-supervisore Massimiliano De Villa

Fänger Vera Marie - supervisora Rotraud von Kulessa e co-supervisora Serenella Baggio

Greco Giulia - supervisore Paolo Gatti e co-supervisore Martin Kaufhold
Titolo del progetto: La Descriptio de Locis Sanctis di Rorgo Fretellus: analisi della tradizione manoscritta e edizione critica.
Obiettivo: Scopo della ricerca è indagare la tradizione manoscritta della Descriptio di Rorgone Fretello, di cui si conoscono due versioni successive, redatte nel 1137 e nel 1148, e realizzare di esse un’edizione critica aggiornata. La seconda redazione, in particolare, godette di una considerevole diffusione, contribuendo a delineare le caratteristiche del genere e divenendo fonte di riferimento per successivi testi geografici e di descrizione della Terra Santa. Della prima redazione dell’opuscolo si conoscono solo nove testimoni, alcune decine di codici, invece, sono catalogate per la seconda: l’edizione critica del 1980 ricostruisce unicamente il testo della prima per intero, basandosi dichiaratamente sul codex optimus Montpellier, Bibliothèque Interuniversitaire, Section de Médecine H 39, e relegando in apparato le varianti degli altri mss., senza tentare alcuna classificazione stemmatica. Questo progetto di dottorato parte dunque dall’esigenza di svolgere una nuova e completa recognitio codicum, di ricostruire quindi più precisamente i rapporti tra i testimoni e approdare così alla definizione di un testo critico delle due redazioni. Parallelamente, allo scopo di fornire un opportuno inquadramento storico-letterario, si studieranno i temi dell’incontro con l’alterità, cioè la latinità orientale, della devozione e della tradizione storica dei luoghi, requisiti necessari per valutare la genesi e la diffusione del testo. 

Fotografia dottorando/aPistocchi Francesca - supervisore Massimiliano De Villa e co-supervisore Mathias Mayer
Titolo del progetto: Intermedialità fra parola, immagine e musica nei testi di Kurt Tucholsky.
Obiettivo: Il progetto verte principalmente sullo studio dell’intermedialità nell’opera di Kurt Tucholsky, mettendo in comunicazione i testi dell’autore con la produzione saggistica che, fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, descrive il rapporto fra scrittura, visione e suono. Una posizione centrale in questo tipo di ricerca è ricoperta quasi esclusivamente dalla letteratura più recente. Le singole tematiche a cui sono stati dedicati i vari contributi (pittura, musica, cinema, fotografia) verranno poi ricontestualizzate all’interno del primo Novecento tedesco, epoca in cui le diverse forme d’arte iniziano a sovrapporsi tanto nelle avanguardie quanto nella cultura di massa. Scopo dell’indagine è tracciare un ritratto inedito di Tucholsky sostituendo, alla tradizionale prospettiva storico-biografica, un approccio di tipo formale e giungendo ad osservare la sua figura sotto una nuova luce. Così egli ritorna ad essere il massimo rappresentante di una generazione che per la prima volta si confronta con la rivoluzione mediatica nella quale l’universo contemporaneo pone le proprie radici, sviluppando nuove modalità percettive e maturando ulteriori possibilità espressive.

Fotografia dottorando/aRoffi Cristiana - supervisore Fulvio Ferrari e co-supervisori Gregor Weber e Klaus Wolf
Title: Recasting Ovid in Modern Germany: the game of gaze in Jörg Wickram’s Metamorphoses.
Summary of the research: This project investigates the rescript of Narcissus and Pentheus episodes in Ovid’s Metamorphoses as published in 1545 by German author Jörg Wickram (met. III, 339-510 / W. III, 840-1239; met. III, 511-733 / W. III, 1240-1416). Such text is a remake of Albrecht von Halberstadt’s corrupted work dating back to the late 12th and early 13th century of which only five fragments survived. Wickram’s transcript will be analyzed in depth, in order to discredit the alleged decline of classical humanism in 16th century Germany and examining the role of antiquity in the genesis of modern cultural identities, overcoming the highly compartmentalized way studies in antiquity have been conducted in the past. Furthermore, this study’s purpose is an attempt to examine the historical background in which Wickram’s poem was written. Additionally, it could also be of some significance to consider the commentary on Wickram’s Metamorphoses written by by Gerhard Lorichius, a 16th century priest of the city of Hadamar (Hessen), provides meaningful insights of the first German example of moralization of the Metamorphoses, in the wake of French tradition. In fact, Lorichius ennobled Wickram’s translation, even if he might not have known Wickram’s text while he was writing the so-called Außlegungen (‘interpretations’). Included in Roloff’s modern edition (1990), which followed the 1545 editio princeps of the text (A) and contains the 1551 edition (B) in apparatus, Lorichius’s commentary tries to explain the Latin fabulae in a Christian prospective. As a result, the commentator illustrates pagan mythology omitting and defusing Ovid’s representation of ‘indecencies’.

Sabella Samuel - supervisore Luca Crescenzi e co-supervisora Rotraud von Kulessa

Fotografia dottorando/aSavoldi Beatrice - supervisore Ermenegildo Bidese e co-supervisore Luisa Bentivogli (FBK) e Claudia Klaridge
Titolo del progetto: Gender Bias and Automatic Translation.
Obiettivo: Language technology has provided us with beneficial breakthroughs like predictive texts, automatic speech transcription and spam filtering. However, in the last years, these systems displayed unfair behaviors: recruiting tools dismissed women’s curricula and chatbots spitted out sexist slurs. In other words, such technologies can learn and reproduce existing social asymmetries, gender bias included. This kind of biases affect Automatic Translation systems too. The issue becomes particularly evident when translating from so-called “natural “gender languages (eg. English) into languages with grammatical gender (eg. Italian, French, Spanish), which encode referents’ gender information on multiple parts of speech.  In this context, automatic systems tend to exacerbate stereotypical gender associations (e.g. inferring doctor as masculine but nurse as feminine), overproduce masculine references and exhibit reduced performance with women speakers (e.g. en: I went > it: sono andato). The goal of this interdisciplinary project is that of investigating the linguistic, social and technical implications of gender bias in automatic translation.  

Viesi Arianna - supervisore Nello Bertoletti e co-supervisora Sabine Schwarze
Titolo del progetto: La tradizione italiana dei Gradi di san Girolamo.
Obiettivo: Edizione critica, corredata da commento linguistico e glossario, delle versioni italiane settentrionali trecentesche dei Gradi di san Girolamo.