Fluid Curtain. Managing the Danube River During the Cold War
Area scientifico-disciplinare (CUN): 11
Responsabile: Francesco Magno
Gruppo di ricerca: Taylor Zajicek
In collaborazione con: /
Finanziato da: FIS 3 - MUR
Periodo di attività: 24 mesi
Descrizione: Nell'Europa politicamente divisa della Guerra Fredda un elemento continuò a unire il continente: il Danubio. Tra il 1948 e il 1989, il fiume attraversò paesi con regimi e affiliazioni politiche differenti, dalla Germania Ovest membro della NATO ai paesi del blocco comunista, passando per la neutrale Austria e la Jugoslavia, socialista ma non allineata. Nonostante le differenze ideologiche, l'unità ecologica del Danubio costrinse tutti gli Stati rivieraschi a mantenere un dialogo su questioni condivise: navigazione, rischi ambientali, qualità dell'acqua, produzione di energia. Non è azzardato affermare che il Danubio abbia sfidato la divisione politica dell'Europa. Esplorare la storia del continente dalla prospettiva di un fiume può, di conseguenza, sfumare la narrazione solitamente avanzata da angolazioni puramente politiche ed economiche. Tuttavia, la storia della gestione del Danubio durante la Guerra Fredda rimane un argomento ancora scarsamente esplorato dalla storiografia. FLUIDCURT mira a colmare questa lacuna, realizzando il primo studio integrato della storia del Danubio durante la Guerra Fredda. Il progetto si fonda su tre domande di ricerca fondamentali: 1. In che misura le dinamiche della Guerra Fredda hanno indirizzato la gestione transfrontaliera di un fiume che trascendeva la divisione politica del continente? 2. Fino a che punto il Danubio, con le sue dinamiche idrologiche, ha influenzato le relazioni bilaterali e internazionali tra gli Stati rivieraschi? 3. In che modo le dinamiche del passato hanno continuato a plasmare la collaborazione tra i paesi danubiani fino ai giorni nostri?
Syntax Maps! The contribution of syntax to the classification of Italian Dialect
Area scientifico-disciplinare (CUN): 10
Responsabile: Jan Casalicchio
Finanziato da: MUR FIS – Bando FIS 3 - FIS-2024-02542 – CUP B53C25004150001 – “Syntax Maps! The contribution of syntax to the classification of Italian Dialects”
Periodo di attività: 01/09/2026 - 31/08/2031
Descrizione: La classificazione dei dialetti italiani è tradizionalmente basata su criteri (cosiddette “isoglosse”) fonologici, e in parte minore morfologici e lessicali. Le differenze sintattiche, invece, hanno trovato poca considerazione in questo ambito, perché la dialettologia tradizionale non aveva sviluppato strumenti per analizzare le relazioni profonde tra strutture sintattiche superficialmente diverse. Solo di recente si è iniziato a svolgere studi sui confini sintattici, utilizzando metodi quantitativi come la dialettometria e il Metodo della comparazione parametrica (Longobardi 2003).
Mancano, però, delle analisi qualitative dell’estensione areale dei fenomeni sintattici, basate su un approccio formale alla variazione interdialettale. Il progetto Syntax Maps ambisce a colmare questa lacuna, prendendo in esame nove aree attraversate da confini tradizionali: alcuni confini distinguono dialetti nettamente diversi (a livello quindi di macrovariazione, come la linea “La Spezia-Rimini”), mentre altri riguardano livelli di variazione più fine all’interno dello stesso gruppo dialettale (per es. all’interno dei dialetti veneti).
Gli scopi principali del progetto sono da un lato di proporre una nuova classificazione dei dialetti italiani, che integri i dati sintattici con quelli usati tradizionalmente; dall’altro, di confrontare i risultati dello studio qualitativo con quelli ottenuti da approcci quantitativi. Più in generale, lo studio minuzioso delle isoglosse sintattiche ci permetterà di affinare la nostra conoscenza su come si diffondono le innovazioni sintattiche, per capire se queste soggiacciano agli stessi meccanismi che osserviamo in fonologia e morfologia, e per giungere a una comprensione più dettagliata e precisa di come le lingue si evolvano in generale.
